DOLCIFICANTI: IL DOLCE SENZA PENSIERI ESISTE?

Se anche tu cerchi di appagare la ricerca del sapore dolce con i dolcificanti perchè ritieni che non ti facciano ingrassare, ti farò ricredere.

Perché in verità potrebbero rivelarsi più dannosi di quello che pensi se utilizzati senza criterio.

Per parlare di un argomento serio scriverò un post serio!

 

Non possiamo stare senza dolci

La predilezione che dimostriamo nei confronti del gusto dolce possiede una duplice natura: se da una parte è vero che nasciamo con la predisposizione alla ricerca di questa caratteristica gustativa, è anche vero che è l’esposizione, soprattutto se precoce, ad alimenti dolci a definire il nostro indulgere, o meno, in sapori eccessivamente smielati anche nella vita adulta.

E questo è soprattutto conseguenza di un meccanismo fisiologico che diviene esasperato dall’esposizione protratta ed eccessiva ai cibi smaccatamente zuccherini.

Ma partiamo dall’inizio.

Durante un divezzamento fisiologico i nostri bambini non rifiutano, di norma, gli alimenti contenenti zuccheri? Questa caratteristica è una componente innata ed è ben nota da tempo.

Gli studi effettuati sull’evoluzione dimostrano come i cibi contenti zuccheri siano una fonte di energia diretta e “pronta all’uso”: lo zucchero della frutta (e dei latticini), ma anche del miele, era l’unica nota dolce, fino a non molto tempo fa, a nostra disposizione e portava con sé calorie indispensabili in un tempo in cui la penuria era la normalità.

 

Non ci sono più gli alimenti di una volta

Per soddisfare le esigenze di una industria che tiene conto di sicurezza e qualità alimentare, ma anche dell’appagamento del gusto del consumatore, oggi sono immessi sul mercato alimenti “lontani” da quelli con cui ci siamo da sempre trovati a fare i conti: il dolce della frutta a completa maturazione ha lasciato il posto ai budini, biscottini, snack e succhi. E c’è una differenza fondamentale tra un alimento contenente naturalmente zuccheri e un alimento arricchito di zuccheri aggiunti. Questo potrebbe già essere un valido motivo per non proporli con assiduità ai nostri figli.

Non solo! Oggi la componente apprenditivo-comportamentale della ricerca del dolce è un fondamentale elemento di rinforzo per le note edoniche tipiche degli alimenti zuccherini. L’esposizione continua a cibi e bevande ricche in zuccheri, che dal secondo dopoguerra in poi è aumentata in modo smisurato, è facile che determini il raggiungimento di livelli di assunzione di zuccheri anche doppi rispetto a quanto raccomandato da LARN e OMS, per ogni fascia di età.

 

Gli zuccheri aggiunti e liberi e i dolcificanti: sono un rischio per la salute?

Non è un mistero che il consumo di zuccheri liberi da parte dei nostri ragazzi, anche sotto forma di bevande e cole, sia correlato ad un incremento dei tassi di sovrappeso e obesità, nonché all’aumento del rischio di carie e di predisposizione per vari disturbi endocrino-metabolici.

Anche per venire incontro ad un consumatore che definiremo “più attento” (ma che ha il suo bel daffare col destreggiarsi tra le varie informazioni nutrizionali circolanti) e fornire ingredienti ugualmente se non meglio performanti a costi contenuti, l’industria alimentare impiega molecole acaloriche note con il nome di dolcificanti.

Perché scegliere i dolcificanti

I dolcificanti ci vengono in aiuto in un regime di dieta ipocalorica come sostituti del saccarosio, il comune zucchero da tavola, anche per agevolare coloro che sono affetti da alterazioni della regolazione glicemica (penso per esempio alla condizione di diabete).

Ma nel mondo scientifico non c’è un generale consenso in merito al fatto che i dolcificanti siano “migliori”, nutrizionalmente parlando, del comune zucchero da tavola perché non sappiamo molto dei loro effetti sull’organismo.

Ma una cosa la conosciamo: non sono cariogeni e possono essere utilizzati anche per scopi diversi dal controllo del peso (per esempio possono contribuire a mantenere caratteristiche reologiche ideali negli alimenti e l’umidità desiderata di vari prodotti da forno).

 

Se autorizzati, significa che i dolcificanti sono sicuri

Quello che occorre ricordare è che i dolcificanti sono un gruppo eterogeneo di additivi alimentari autorizzati dall’UE e rivalutati in continuazione per la loro sicurezza. La metodica di analisi continuativa fornita dell’Unione Europea ci permette di rivedere periodicamente il livello massimo di dolcificante che non possiede effetti tossici dimostrabili, oppure, nel caso dei polioli, le indicazioni ai produttori per non eccedere quello che viene definito quantum satis, ovvero quanto soddisfa, che corrisponde alla quantità necessaria a raggiungere lo scopo tecnologico, senza eccedere

I dolcificanti sono utili?

Paradossalmente, il mondo dei dolcificanti resta piuttosto oscuro, soprattutto per i loro effetti a lungo termine: non sappiamo con certezza se i dolcificanti facciano o meno aumentare di peso, ma sono correlati (almeno temporalmente) all’epidemia di sovrappeso e obesità attuale di noi adulti e dei nostri bambini.

Quello che però è noto è che:

  • riducono l’apporto energetico “risparmiando” zucchero e quindi possono essere impiegati in un regime ipocalorico, qualora necessario e suggerito dal professionista della salute. Se però con la scusa che l’alimento è sugar-free ne mangiamo di più la riduzione calorica non è poi così scontata, e questo si manifesta soprattutto nei bambini, che non sono in grado di dare coscientemente un valore nutrizionale ai cibi;
  • ingannano i nostri recettori del gusto dolce situati non solo presso l’organo linguale, ma lungo tutto il canale digerente, “mimando” le molecole di zucchero e quindi attivando le vie metaboliche a valle dell’ingestione dei mono-, di- e oligo-saccaridi (i così detti zuccheri semplici), contribuendo ad assorbire dopo digestione i carboidrati presenti nel pasto e a scatenare segnali di fame che non vengono soppressi dalla risposta glicemica (troppo bassa se assunti senza altro cibo). Il risultato è un senso di fame non appagato;
  • contribuiscono al perpetuarsi di una eventuale assuefazione al gusto dolce se non assunti in un’ottica scalare;
  • possono determinare un’alterazione del consorzio residente di batteri intestinali, anche se ancora non è chiaro se il loro ruolo sia rilevante e dannoso nelle corrette condizioni di utilizzo;
  • non è sensato proporli ai nostri figli, che invece dovrebbero abituarsi a sapori meno dolci.

Non vale la pena utilizzare il ragionamento del “risparmio” calorico quando si parla di zucchero, perchè il problema relativo al peso non è solo in questa unica azione, e come abbiamo visto può anzi trasformarsi in un acceleratore nella scelta proprio di questo tipo di alimenti.

 

Riassumendo:

  • i dolcificanti non sono nutrienti ma additivi alimentari e quindi non vengono regolamentati come i gruppi di macronutrienti che tutti noi conosciamo, carboidrati, proteine e grassi;
  • i dati sugli effetti benefici dei dolcificanti sulla salute dipendono dal contesto e dal tempo di assunzione per cui non è possibile elaborare delle raccomandazioni al consumo che possano esser valide per tutti;
  • sicuri ed efficaci, è bene comunque non abusarne e riservarne un utilizzo prolungato in ottica precauzionale. Possono venirci incontro se vogliamo adattare con gradualità la ricerca di un gusto dolce portato all’eccesso, facendoci “ricalibrare” il palato, ma sono coinvolti in cortocircuiti nei segnali di fame e sazietà.
  • nell’alimentazione dei bambini NON SONO CONSIGLIATI!

Bene siamo giunti al termine di questo percorso nel mondo degli zuccheri, se ti sei perso i post precedenti li trovi qui e qui.

Adesso sono curiosa di sapere che alimenti sceglierai per la tua dispensa 😉

 

Post in collaborazione con:

Mila Bonomi – Divulgatrice scientifica

 Instancabile curiosa, credo nelle scelte consapevoli. Coniugo ironia e pop-culture references per spiegare la nutrizione, mio appassionato campo di studio. Mi dedico alla divulgazione per lavoro e passione: analizzo dati, revisiono studi e traduco dal medichese quello che penso possa servire per rendere la realtà più complessa delle mistiche semplificazioni cui la sottoponiamo.  Scrivo di buon cibo e cibo buono, stile di vita sano e sostenibile, e lo faccio con tante, troppe parentesi. Ma anche con un po’ di sale in zucca.

Instagram: @cumgranosalis_foodandnutrition

 

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